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GIUSEPPE MOFFA

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"Terribilmente dèmodè" ..un disco fuori dal tempo ma contemporaneo come pochi, portatore di goduria estetica a mille.
..una manna uditiva di spessore, un capolavoro, senza mezzi termini" 
Max Sannella su Rockshock.it

"Moffa ha ormai raggiunto una grande maturità compositiva e interpretativa, rifugge da beceri stilemiworld music e persegue una sua linea artistica di grande suggestione..Questo è un disco
ottimamente arrangiato, ben suonato, ben prodotto e, non ultimo, suona di brutto!" A. Del Favero Folk Bulletin

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'Moffa non sfoggia il tratto estetizzante di chi dissemina qua e là esotismi world o ripropone il mero riadattamento di materiali tradizionali. Il suo sigillo cantautorale sussume molteplici espressioni sonore per raccontare la contemporaneità', pescare nella microstoria familiare o scavare nel vissuto dei cantori contadini molisani, alle cui narrazioni si è alimentato''. 
Ciro de Rosa - Giornale della musica

 

Giuseppe Moffa è un polistrumentista molisano che riesce a unire nel suo repertorio le indiscutibili influenze sonore della sua terra al blues più nero. Il mondo popolare meridionale è il punto di partenza per un viaggio musicale alla scoperta del mondo interiore del cantautore che si esprime usando voce, chitarra, zampogna, fisarmonica e organetto, mescolando ritmo e melodia con precisione accademica. Dalla musica contemporanea al blues al jazz, ogni corrente musicale trova una forma nel suo repertorio che va dalle ballads al folk. Giuseppe nasce a Riccia, nel profondo Molise, e si diploma in chitarra classica presso il conservatorio di Campobasso combinando i suoi studi di chitarra classica a quelli blues, sua grande passione. Negli ultimi anni ha inoltre approfondito gli studi sulla musica popolare molisana collaborando a un lavoro di ricerca sulle danze ed i canti popolari che ha suscitato l'interesse della rivista World Music Magazine che per la collana Tribù Italiche ne ha pubblicato alcune tracce. Nel giugno del 2010 pubblica il suo primo disco, ''Non investo in beni immobili'', quattordici brani che rappresentano una nuova espressione di musica popolare italiana in cui la tradizione si arricchisce di sonorità ''altre'' seppur restando legata alla ricerca etnomusicologica. Ha ideato e dirige la Zampognorchestra, il quartetto di zampognari più stravagante che ci sia che mira a dare uno spazio nella musica moderna a questo antichissimo strumento, la zampogna. Tra le altre collaborazioni la Zampognorchestra si è esibita a “La notte della Taranta” e al “Carpino folk Festival” con Hevia, noto cornamusista asturiano. Come chitarrista fa parte del trio “Taraf de Gadjo” con il quale a appena inciso “Tzigane, klezmer & gipsy jazz music” e partecipato ad importanti concerti tra i quali: “Festival Gypsy-Klezmer” di Pinerolo (TO), Radio3-Suite, Festival Jazz di Villa Celimontana (Roma) All’Auditorium “Parco della Musica” (Roma).
 
 


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TERRIBILMENTE DEMODE'
copertina_moffa_seppia rid

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NON INVESTO IN BENI IMMOBILI
non investo copertina
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